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Resoconto convegno “Palestina e oltre: diritto alla terra, diritto alla Pace”,

Sabato 8 novembre 2025, alle ore 17.00, il Cineteatro “Sole” di Grumo Nevano (NA) ha ospitato il Convegno “Palestina e oltre: diritto alla terra, diritto alla Pace”, organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Gocce di Fraternità, nell’ambito del progetto “Scuola di Pace” a cura della sede Gocce di Sant’Antimo.

La Dott.ssa Maria Consiglia Trotta, moderatrice dell’incontro, ha aperto il convegno ringraziando P. Nunzio Ammirati per aver ospitato l’evento presso il Cineteatro Sole, afferente alla Parrocchia Santa Caterina di Grumo Nevano.

 

 

Padre Nunzio ha sottolineato l’importanza di maturare consapevolezza rispetto ad un tema attuale e allo stesso tempo antico, che ha delle conseguenze umanitarie rilevanti.

 

 

La Dott.ssa Trotta ha quindi illustrato alla platea le motivazioni e gli obiettivi del convegno, ossia l’importanza dell’approfondimento delle radici e delle conseguenze della questione israelo-palestinese, l’occasione di ascoltare testimonianze e promuovere una cultura della pace fondata sul dialogo, la giustizia e il rispetto dei diritti umani. Ciò in linea con le attività promosse da Gocce APS ed in particolare dal progetto “Scuola di Pace”.

La Dott.ssa Trotta ha quindi ceduto la parola al Prof. Giulio De Rosa, docente di Storia e Filosofia presso il liceo classico “Gaetano De Bottis” di Torre del Greco (NA), che con la sua relazione ha illustrato le ragioni storiche del conflitto a partire dalla fine del 1800 fino alla situazione attuale. In particolare, il Prof. De Rosa ha ripercorso le tappe salienti dell’evoluzione della questione israelo-palestinese, ossia la nascita del movimento sionista per la promozione della creazione di uno stato ebraico in Palestina; il controllo della Palestina da parte della Gran Bretagna dopo la prima guerra mondiale; il crescere delle tensioni tra le comunità arabe ed ebraiche soprattutto in seguito all’Olocausto; il piano ONU del 1947 proponente la divisione del territorio palestinese in due stati con Gerusalemme sotto il controllo internazionale; la proclamazione dello Stato di Israele nel 1948 e la successiva perdita del territorio assegnato alle comunità arabe con conseguente emergenza umanitaria dei popoli palestinesi; le guerre tra il 1950 e il 1970; i tentativi di pace con gli accordi di Oslo del 1993 e la nascita dell’Autorità Nazionale Palestinese; la comparsa sulla scena politica di Hamas e i suoi conflitti con Israele, fino ad arrivare alla situazione attuale nella striscia di Gaza e in Cisgiordania.   

 

 

All’intervento del Prof. De Rosa ha fatto seguito quello della Prof.ssa Souzan Fatayer, palestinese della Cisgiordania, docente di lingua araba presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”. La Fatayer ha spiegato come la graduale occupazione israeliana della Palestina, sia avvenuta grazie all’enorme contributo economico dei Rothchild, ricchissima famiglia ebrea di origine austriaca, con l’appoggio del governo britannico. La dichiarazione di Balfour del 1917 permise così il ritorno del popolo Ebraico sul monte Sion a Gerusalemme ed è da quel momento che si è originato il Sionismo, movimento politico-religioso intenzionato a creare uno Stato d’Israele all’interno della Palestina. La questione israelo-palestinese inizia da qui con tutto quello che ne è conseguito. Secondo la Fatayer, è ingiusto giustificare le violenze dell’esercito israeliano dicendo a chi è contrario di essere “antisemita”. Del resto, anche lei e i suoi avi sono di origine semita. Sarebbe più giusto invece essere antisionisti, per andare contro le logiche espansionistiche dei sionisti che pur di annettere la striscia di Gaza ed i territori della Cisgiordania, da sempre hanno commesso e compiono ancora atrocità e violenze di ogni genere. La religione, sempre secondo la Fatayer, non è un deterrente, perché l’islamismo, l’ebraismo e il cristianesimo in Palestina, possono convivere pacificamente senza grossi problemi. Ne è prova il fatto che esistono coppie e famiglie di religione diversa.

La Fatayer ha poi ricordato alcuni episodi della sua infanzia quando negli anni ’60 lei bambina era costretta a mettere nello zaino della scuola una cipolla per difendersi dai lacrimogeni durante le giornate di coprifuoco. Un giorno un soldato legò le mani e i piedi di suo padre e di suo nipote e intimò loro di stendersi a terra. Il ragazzo voleva reagire di fronte ad un’azione così umiliante, ma il padre disse a lui di tacere perché quel soldato cercava solo un pretesto per ammazzarli entrambi. Attualmente la casa della Fatayer in Cisgiordania per scelta dei suoi genitori, ha ancora le parete tutte mitragliate dai soldati israeliani. Loro vogliono che resti così per testimoniare agli altri quello che hanno dovuto subire.

Molto toccante la storia di un bambino palestinese rimasto orfano della sua famiglia, distrutta da una molotov lanciata nella sua casa. Il bambino ora ha 11 anni, ma il suo corpo è rimasto per lo più ustionato: nelle slide la Fatayer ha mostrato il bambino da piccolo tutto fasciato per le ustioni riportate e poi da grande con la mano ed il volto sfigurati.   

Arrivata in Italia per studiare Economia, per la prima volta la prof palestinese si è sentita liberata dagli incubi e dalle paure cui era costretta nel suo paese.

In italia, in particolare a Napoli, città che lei ama profondamente, la Fatayer ha trovato la sua realizzazione ed è qui ora che lei aiuta bambini palestinesi ed altri compatrioti che necessitano di cure ospedaliere e di beni per vivere. Per questo motivo l’ass. Gocce di fraternità le ha conferito, al termine della sua relazione, il Premio “Goccia d’oro”, un premio istituito nel 2025 da Goccia Sant’Antimo per premiare coloro che si spendono per il prossimo senza clamori con azioni concrete di solidarietà.

 

 

Entrambi gli interventi dei relatori hanno registrato una forte partecipazione del pubblico presente, tra cui gli studenti del Liceo “Giordano Bruno” di Grumo Nevano, accompagnati dalla Vicepreside Prof.ssa Anna di Lorenzo. Sono state infatti rivolte ai relatori numerose domande riguardanti principalmente le possibili strategie di risoluzione del conflitto, individuate sia dal Prof. De Rosa che dalla Prof.ssa Fatayer con la suddivisione del territorio palestinese in 2 stati con pari diritti, pari dignità e valore.

 

 

Il Convegno ha evidenziato come l’informazione e la conoscenza diventano degli strumenti di responsabilità civile, capaci di contrastare l’indifferenza verso chi vive in condizioni di sofferenza e di promuovere una cultura di pace e dialogo, con l’obiettivo di ricercare una soluzione politica giusta e duratura, fondata sul rispetto dei diritti umani e sul riconoscimento reciproco.

 

 

 

 

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